La cosiddetta spirale megalitica di contrada Balze Soprane (Bronte), localizzata sul versante nord-occidentale dell’area etnea, costituisce uno dei più singolari monumenti di quest’area delle pendici del vulcano. Già oggetto di ricerche sul terreno alla fine degli anni ’80 del secolo scorso (Consoli, 1988-89), la struttura è stata sottoposta ad una nuova indagine nel 2015 (Palio e Turco, 2015), per la realizzazione di un nuovo rilievo. In base alla tecnica costruttiva, si può affermare che il monumento si può collegare all’architettura megalitica attestata in Sicilia tra la fine dell’Età del Rame e l’Antica Età del Bronzo (seconda metà del III millennio a.C.), della quale nel corso dello stesso 2015 sono state trovate altre importanti tracce nello stesso territorio di Bronte. La datazione proposta può essere supportata dal recupero, nella terra rimossa tra i blocchi del corridoio esterno, di alcuni minuscoli frammenti ceramici che si possono inquadrare proprio in questa fase della preistoria dell’Isola. La presenza di altri blocchi nell’area attorno alla struttura ci ha fatto sospettare l’esistenza di altre costruzioni dello stesso tipo.

E' interessante ricordare che in Sicilia esistono altre strutture interamente costruite con lastroni verticali che formano dei veri e propri dolmen. Possiamo ricordare quelle a pianta curvilinea, come le strutture di Cava dei Servi (Di Stefano, 1984) o quella di Cava Lazzaro (Piccolo, 2007), o quelle a pianta rettangolare, assai più diffuse in varie zone della Sicilia sia orientale che centrale.

La costruzione di Balze Soprane, per quanto sembri riconducibile a questo stesso tipo di sostrato, non sembra possa essere collegata alla sfera funeraria, data la mancanza di una vera e propria camera funeraria e di un percorso diretto ad essa dall’esterno. La struttura spiraliforme, e la presenza di un’area chiusa intorno, sembra più adeguata ad una destinazione rituale, forse collegata a cerimonie di tipo iniziatico, visto il complesso percorso di accesso all’ambiente centrale, e il fatto che essa costituisca un netto elemento di separazione rispetto allo spazio circostante.

Lo studio dell’orientamento della struttura megalitica di Balze Soprane s’inserisce in un ampio ed organico progetto di ricerca scientifica che negli ultimi anni sta coinvolgendo l’intero territorio siciliano (Orlando, 2016). Gli unici studi archeoastronomici dello scorso secolo presero in considerazione i Sesi di Pantelleria (Tusa et al., 1992) e le architetture rituali siciliane dal IV al II millennio a.C. (Tusa et al., 2001). E proprio lo studio dei monumenti preistorici (strutture pseudo-dolmeniche, tombe a grotticella con corridoio dolmenico, tombe a pozzetto e tombe a grotticella) di quest’ultimo lavoro ha evidenziato come tali edifici furono costruiti con orientamenti intenzionali.

Per lo studio dell’orientamento della spirale megalitica di Bronte (Orlando, 2015) è stato utilizzato il teodolite analogico Kern DMK2 di fabbricazione svizzera. Di grande importanza per tale studio è stato inoltre il rilievo degli orizzonti, soprattutto quello occidentale.

Per effettuare la misura dell’azimut è stato preso in considerazione l’ingresso occidentale della struttura, poiché l’edificio è diretto verso l’orizzonte Ovest. Ad oriente infatti la struttura megalitica è naturalmente protetta da una piccola collinetta che non permette di osservare l’orizzonte Est. Anche l’orizzonte sud è invisibile, mentre quello nord è caratterizzato da rilievi montuosi piuttosto modesti. L’orizzonte occidentale è invece caratterizzato da un rilievo che domina sull’intero profilo: la Rocca Rapiti.

La misura dell’azimut dell’ingresso della struttura megalitica rientra nel range equinoziale, tuttavia bisogna osservare che poiché la ‘spirale megalitica’ sorge su terreno lavico, in particolare si osservano ‘lave a corda’, si è effettuata una misura accurata della declinazione magnetica, in quanto l’intera area etnea è soggetta ad anomalie magnetiche, quindi la declinazione varia da punto a punto.

Infine è da rilevare come l’orizzonte occidentale non è piatto, quindi l’altezza dei rilievi montuosi influisce sull’osservazione del tramonto del Sole, in particolare anticipando la scomparsa notturna della nostra stella. In conclusione, allo stato dell’analisi archeoastronomica condotta, si può affermare che lo studio effettuato fornisce un dato interessante, ovvero sembra evidenziare l’intenzionalità di orientare astronomicamente la struttura megalitica, che presenta l’ingresso orientato verso il punto in cui il Sole tramonta nei giorni prossimi agli equinozi.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Consoli A., 1988-89, Bronte-Maletto, prima esplorazione e saggi di scavo archeologico nelle contrade Balze Soprane, S. Venera, Edera e Tartaraci, in BCA IX-X, 3, pp.74-79.
  • Di Stefano G. ,1984, Piccola guida archeologica delle stazioni preistoriche degli Iblei, Ragusa.
  • Orlando A., 2015, Studio archeoastronomico della ‘spirale megalitica’ di Balze Soprane (Bronte, CT): analisi preliminare, Nicolosi.
  • Orlando A., 2016, Archaeoastronomy In Sicily: Megaliths And Rocky Sites, in The Materiality of the Sky, Silva F., Malville K., Lomsdalen T. and Ventura F. (eds.), Sophia Centre Press.
  • Palio O., Turco M., 2015, Strutture megalitiche nell’area etnea (Bronte, Prov. di Catania), in NPP 2, pp. 49-51.
  • Piccolo S., 2007, Antiche pietre. La cultura dei dolmen nella preistoria della Sicilia sud-orientale, Siracusa.
  • Tusa S., Foderà Serio G. Hoskin M., 1992, Orientations of the Sesi of Pantelleria, Archaeoastronomy supplement to Journal for the History of Astronomy 17: S15-S20.
  • Tusa S. e Foderà Serio G., 2001, Rapporti tra morfologia ed orientamento nelle architetture rituali siciliane dal IV al II millennio a.C., Atti dei convegni lincei 171: pp. 297-323.

 

 

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